Hot spot nel cane: cos'è e cosa fare
Una chiazza rossa, umida e dolorosa comparsa da un giorno all'altro: ecco cos'è un hot spot, cosa fare prima della visita e come evitare che ritorni.
Sommario
La sera il pelo era normale, la mattina dopo c'è una chiazza rossa, bagnata e che il cane non smette di leccare. È quasi sempre un hot spot.
Un hot spot nel cane è una dermatite umida acuta: una zona di pelle infiammata, essudante e dolorosa che si allarga in poche ore. Nasce da un prurito che il cane gratta o lecca, spesso con umidità intrappolata nel sottopelo o pulci. Va visto dal veterinario entro 24-48 ore.
Se ti serve il quadro generale su prurito, odore, forfora e pelo che cade, parti dalla guida ai problemi di pelle e pelo del cane. Qui parliamo solo degli hot spot: come riconoscerli, cosa fare subito e come prevenirli.
Cos'è un hot spot nel cane
Il nome tecnico è dermatite piotraumatica, o dermatite umida acuta. Il meccanismo è un circolo vizioso:
- qualcosa provoca prurito in un punto preciso (una puntura di pulce, pelle rimasta umida, un nodo che tira);
- il cane si gratta, si lecca o si mordicchia;
- la pelle si lesiona, si bagna di saliva e di siero e i batteri si moltiplicano;
- l'infezione aumenta il prurito e il dolore, quindi il cane si lecca ancora di più.
Il risultato è una chiazza ben delimitata, che può passare da un centimetro alle dimensioni di un palmo in una giornata. Il pelo sopra è appiccicato o già caduto e la zona è calda al tatto.
Come riconoscere un hot spot
I segnali tipici sono abbastanza facili da notare, se sai dove guardare:
- chiazza rossa e lucida, umida o con un liquido giallastro;
- pelo bagnato, incollato o perso in modo netto sopra la lesione;
- odore sgradevole localizzato;
- il cane si lecca o si gira di continuo verso quel punto e ringhia o si scosta se lo tocchi;
- a volte una crosta in superficie che nasconde pelle infiammata sotto.
Le zone più colpite sono collo e guance, base della coda, fianchi e cosce, cioè i punti dove il sottopelo è più fitto e dove il cane arriva con zampe e lingua. Se il cane si lecca soprattutto le estremità, il problema può essere diverso: leggi perché il cane si lecca le zampe.
Le cause più comuni degli hot spot
L'hot spot è quasi sempre la conseguenza di un altro problema. Capire quale è il modo per non vederlo tornare.
| Causa | Perché scatena l'hot spot | Cani più a rischio |
|---|---|---|
| Umidità nel sottopelo | pelle rimasta bagnata per ore dopo bagno, pioggia o mare, calda e senza aria | razze a doppio mantello: golden, labrador, pastore tedesco, terranova |
| Pulci e altri parassiti | basta qualche puntura per un prurito intenso, spesso alla base della coda | cani senza antiparassitario regolare |
| Allergie | atopia o allergia alimentare tengono la pelle in prurito costante | cani con dermatite già nota |
| Sottopelo morto e nodi | il pelo compatto trattiene umidità e tira la pelle | cani in muta non spazzolati |
| Dolore o noia | il leccamento ripetuto di un punto (anca, ghiandole anali, orecchio) | cani anziani o poco stimolati |
| Caldo e afa | sudore e umidità sotto il pelo fitto | estate, cani che dormono all'aperto |
Se sospetti le pulci, controlla con un pettine fitto seguendo la guida su come riconoscere le pulci nel cane. Per una mappa più ampia delle cause del grattarsi c'è l'articolo sul cane che si gratta sempre.
Cosa fare subito se vedi un hot spot
L'hot spot fa male e si infetta: la terapia la decide il veterinario, che valuta se servono antibiotici, antinfiammatori o un collare elisabettiano. In attesa della visita puoi fare poche cose sicure:
- Impedisci al cane di leccare: un collare elisabettiano o una maglietta leggera che copra la zona, se non la sfrega.
- Tieni la zona asciutta e all'aria: niente bende chiuse, niente cerotti.
- Non applicare creme, pomate o oli di tua iniziativa, e niente prodotti per uso umano: possono trattenere umidità o irritare.
- Non fare il bagno a tutto il cane: bagneresti di nuovo il sottopelo intorno alla lesione.
- Fotografa la chiazza, così il veterinario vede come è cambiata in poche ore.
Spesso il veterinario taglia il pelo intorno alla lesione per far respirare la pelle e pulirla con un disinfettante adatto. Se il cane non si lascia toccare, è meglio che lo faccia lui, anche con una leggera sedazione: tosare da soli un'area dolorante è il modo più rapido per farsi mordere o tagliare la pelle.
Quando andare dal veterinario
Un hot spot non va mai "lasciato passare". Senti il veterinario in giornata, o al massimo entro 48 ore, e subito se:
- la chiazza si allarga a vista d'occhio o ce ne sono più di una;
- c'è pus, sangue o un odore forte;
- il cane ha febbre, è abbattuto o non mangia;
- l'hot spot è vicino a occhi, orecchie o genitali;
- è un episodio che si ripete nella stessa stagione o nello stesso punto.
Gli hot spot ricorrenti sono un segnale da approfondire: allergia, parassiti o dolore articolare vanno trattati a monte. Se la pelle è infiammata in modo diffuso, con prurito su più zone, il discorso si sposta sulla dermatite e sui bagni lenitivi o medicati che il veterinario può prescrivere.
Come prevenire gli hot spot nel cane
Una volta guarito, la prevenzione passa soprattutto da come gestisci pelo e pelle:
- Asciuga fino alla pelle dopo ogni bagno, bagno al mare o passeggiata sotto la pioggia. Nei cani con sottopelo l'asciugamano non basta: serve un phon tiepido o un soffiatore che apra il pelo. Trovi la tecnica nella guida su come asciugare il cane.
- Togli il sottopelo morto durante la muta, con cardatore e rastrello. Un mantello sfoltito lascia passare l'aria e si asciuga in metà tempo. Vedi come fare in eliminare il sottopelo in muta.
- Antiparassitario regolare tutto l'anno, come indicato dal veterinario.
- Spazzola e controlla collo, base della coda e cosce una volta alla settimana: un arrossamento preso all'inizio è molto più semplice da gestire.
- Non tosare il doppio mantello "per il caldo": il pelo ricresce irregolare e la pelle resta più esposta.
Il deshedding professionale (bagno, soffiatura forzata e rimozione del sottopelo) è uno dei modi più efficaci per ridurre il rischio nelle razze a pelo fitto, soprattutto in primavera e in estate. Se il tuo cane ha già avuto hot spot, cerca un toelettatore della tua zona esperto in doppio mantello e spiegagli la storia del cane: saprà asciugare a fondo e segnalarti subito eventuali zone arrossate.
Il toelettatore può trattare un hot spot?
No. Il toelettatore non diagnostica e non cura: con un hot spot attivo la toelettatura va rimandata finché il veterinario non dà il via libera. Dopo la guarigione, invece, è un alleato prezioso per la prevenzione: un bagno fatto male e un'asciugatura incompleta sono tra le cause più frequenti, e un professionista con il soffiatore giusto evita proprio quel problema.
Diverso è il caso del rossore che compare nelle ore dopo una tosatura, legato alla lama o alla pelle sensibile: ne parliamo nell'articolo sull'arrossamento dopo la tosatura.
Trovi tutte le guide su pelle, pelo e cattivo odore nella sezione Pelle e pelo.
Domande frequenti
Un hot spot nel cane guarisce da solo?
Posso mettere una crema sull'hot spot del cane?
Perché gli hot spot vengono soprattutto d'estate?
Bisogna tosare il pelo intorno all'hot spot?
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